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Pericolo di morte o pericolo di vita?

Fino a qualche hanno fa si parlava, soprattutto in campo medico, di persone (più esattamente pazienti) in pericolo di morte. Questi pazienti erano coloro che rischiavano di morire in seguito ad un qualche evento: malattia, incidente, ecc. Tutte queste persone avevano la propria vita a rischio e, quindi, c'era il pericolo che sopraggiungesse la morte. Un esempio pratico: vicino ad apparecchiature sotto tensione si trova l'avviso di pericolo di morte. Ciò significa che se si tocca quella apparecchiatura si può morire... può sopraggiungere la morte è, quindi c'è il pericolo di morte. Oggi, invece, si usa l'espressione "in pericolo di vita". Sembra come se si teme che una persona possa vivere: quella persona non ha la vita (quindi è morta) in pericolo, ma è a rischio (quindi c'è il pericolo) di vita... sarà uno zombie? Scherzi a parte, sembra come se ci fosse la paura di parlare di morte. Come se parlando di morte essa comparisse. La morte, come ta...

La vita si è allungata?

Niente di più falso. La durata della vita è sempre la stessa. L'indice che è cambiato (nella fattispecie si è abbassato) è quello della mortalità per malattie. Infatti, molte malattie non esistono più sulla faccia della terra come ad esempio il vaiolo. Oppure esistono antidoti contro determinate malattie come ad esempio il tifo. Infine, molte malattie, che in passato hanno mietuto vittime oggi non sono più così mortali. Uno dei tantissimi esempi può essere il raffreddore. In tempi molto antichi il raffreddore poteva essere mortale, mentre oggi non lo è più (senza contare che il raffreddore è la malattia più contagiosa che c'è sulla terra). Anche, ad esempio, la varicella (una delle malattie chiamate"infettive), oggi non è più così mortale. Certo ci sono individui che sono, geneticamente parlando, non particolarmente forti contro una malattia del genere, ma nella stragrande maggioranza dei casi basta starsene a casa al caldo (comunque non al freddo) ed in c...

Si può essere immortali?

Certo e non c'è niente di più semplice. È sufficiente che almeno una persona si ricordi di noi e si diventa immortali. Ad esempio Dante Alighieri è immortale e lo sarà finché almeno una persona si ricorderà di lui. Non è possibile essere immortali fisicamente e, anche se lo fosse, non avrebbe molto senso. Mi spiego: l'immortalità fisica non è possibile perché anche se oggi, la scienza medica, può sostituire varie parti del corpo con protesi, ancora non può sostituire alcune parti indispensabili, come ad esempio il fegato. Anche se in futuro riuscisse a fare ciò non è possibile sostituire il cervello. Se poi, per assurdo, si trovasse il modo per non far deperire i vari tessuti del nostro corpo, ci sarebbe un altro problema non risolvibile. Secondo una scuola di pensiero il nostro cervello registra tutti gli istanti della nostra vita: dal primo all'ultimo. Non riusciamo a ricordare tutto perché i nostri ricordi sono tutti alla rinfusa. Possiamo...anzi riuscia...